– Chi guarda dietro l’obiettivo
Dietro ogni fotografia c’è un punto di vista.
Il mio non pretende di spiegare il mondo, ma di guardarlo essere.

Sono nata a Roma il 22 luglio 1994, una città che ti insegna presto una cosa fondamentale:
la bellezza non è mai ordinata, e quasi mai silenziosa.
Ho studiato all’Istituto Cinematografico Roberto Rossellini, di Roma, dove mi sono diplomata in Fotografia.
La fotografia è entrata nella mia vita in modo molto concreto:
una camera oscura costruita da mio padre nella mia cameretta.
Stampavamo insieme, sbagliando spesso, imparando sempre.
Da mia madre, invece, ho preso la parte più difficile: la continuità. Quella che resta anche quando le cose non diventano un lavoro.
A diciannove anni ho lavorato come fotografa per Valtur nei villaggi turistici.
Un’esperienza breve, intensa, utile a capire che fotografare persone significa soprattutto saperle osservare senza invaderle.
Negli anni ho fotografato eventi privati e pubblici: compleanni, matrimoni, concerti, manifestazioni, rievocazioni storiche, giochi di ruolo.
Ho ricevuto il Premio Speciale Alessandro Pavia in una competizione fotografica della Provincia di Roma, una di quelle conferme che arrivano quando non le stai cercando.
Oggi non lavoro professionalmente nel campo della fotografia.
Resta però la mia lente preferita sul mondo.
Amo fotografare gli animali, perché li considero la parte migliore di questo posto.
Mi muovo tra reportage e street photography, perché credo che la realtà vada incontrata così com’è, non addolcita.
Viaggiare, conoscere culture diverse e osservare come le persone abitano il loro spazio è parte integrante del mio modo di fotografare.
La fotografia, per me, non serve a rendere il mondo più bello.
Serve a guardarlo meglio.
E, qualche volta, a convivere con quello che è.
Credo più nel punto di vista che nella verità assoluta.
Cambiare prospettiva è spesso più utile che cambiare opinione.